I SUPPLENTI TEMPORANEI NON DEVONO
PAGARE LE INEFFICIENZE DELLA SCUOLA
In questi giorni, si addensano nubi minacciose sul
futuro di chi è costretto a lavorare da supplente temporaneo. Infatti, sarà
prossimamente varato il nuovo regolamento delle supplenze brevi. In questi
ultimi mesi abbiamo assistito a drammi: segretari disperati alla ricerca del
supplente fantasma, telefoni roventi, bollette stratosferiche, postini
impazziti nel consegnare telegrammi mai aperti. Che razza non sarà mai questa
dei supplenti temporanei che vorrebbero lavorare ma non accettano le supplenze
brevi, per intenderci quelle fino a quindici giorni? Sulla base delle lamentele
da parte dei dirigenti scolastici, al Ministero si è pensato di rivedere il
meccanismo di reclutamento introducendo alcune novità. Peccato che non siano
buone nuove in quanto prevedono una serie di provvedimenti atti a scoraggiare
chiunque ad intraprendere la carriera d’insegnante, magari facendo anche un
pensierino sull’evitare di rispondere al telefonino. Infatti, questo diverrà il
mezzo principale di reclutamento per le supplenze brevi, peccato che già oggi
il 90% delle segreterie adotti già questo metodo.
Un altro punto è quello dell’informatizzazione del sistema. Se ne parla da
anni e secondo tutte le organizzazioni sindacali sarebbe il modo ideale per
trovare, attraverso una serie di controlli incrociati, il primo supplente
libero senza dispendio di fondi e d’energie.
Si ventila inoltre l’ipotesi di sanzioni nei confronti di coloro che non
accettino le supplenze brevi senza motivo: il punto più grave, che
penalizzerebbe, di fatto, la fascia più debole di chi ha meno punti in
graduatoria ma che comunque lavoricchia è LA RIDUZIONE DELLE SEDI SCOLASTICHE
ESPRIMIBILI.
Questa non può essere la soluzione, anzi sarebbe la soluzione finale per
tanti supplenti che si vedrebbero di fatto tagliati fuori. Nell’epoca delle
liberalizzazioni e della possibilità di scelta, di fatto il ministero esprime
l’intenzione di dare una stretta alle opportunità e riduce drasticamente di un
terzo le possibilità di lavoro di decine di supplenti, che saranno costretti a
rimanere a casa perché con la riduzione a SOLE 10 istituzioni scolastiche per
la primaria e per l’infanzia e 20 per gli istituti superiori, di fatto,
lavoreranno solo I primi in graduatoria. Perché dunque questa stretta? Non si è
riusciti a sterminare i precari con l’articolo 66 della finanziaria, ora ci si
riprova con la riduzione delle sedi esprimibili? I provvedimenti vanno
ricercati altrove, non addossando la responsabilità ai supplenti che già sono
notevolmente svantaggiati perché non hanno una continuità né didattica né
economica. I supplenti non sono padroni della propria vita; vivono attaccati al
telefono, sono spesso calpestati nella dignità ed orgoglio professionale, ma
nonostante tutto lavorano. La riduzione delle sedi scolastiche sarebbe un ulteriore
e definitivo colpo alla loro già instabile situazione. Secondo quanto contenuto
in Finanziaria, le scuole dovrebbero gestire autonomamente le risorse per le
supplenze brevi e dunque tutto sembra preludere all'attuazione di una richiesta
avanzata da tempo dai dirigenti scolastici: la chiamata diretta da parte dei
DS, seppur in una forma mascherata.
Ciò non garantirebbe il rispetto della posizione in graduatoria e darebbe
il via ad una nuova forma di nepotismo, in quanto lavorerebbero solo coloro mandati
da...
I precari del forum http://www.precariscuola.135.it/ dicono No a qualsiasi
riduzione delle sedi esprimibili e chiedono il mantenimento delle attuali
trenta sedi, con un sistema di reclutamento trasparente che tuteli i diritti
acquisiti.