DISASTROSO IL RITORNO AL MAESTRO UNICO

Onorevoli Ministri Tremonti e Bossi
Ci presentiamo, siamo un forum di discussione di insegnanti precari.
Praticamente il Vostro più gradito bersaglio.
Attaccare noi, però, è un po' "sparare alla croce rossa", per due semplici ragioni:
1) perchè ugualmente indifesi 2) perchè fino ad ora siamo stati ugualmente utili (1/6 insegnante è precario).
Per il primo punto ci “stiamo attrezzando” noi, per il secondo lo avete fatto egregiamente voi.
Abbiamo notato, negli ultimi mesi, che accanirsi su di noi sta diventando una specie di "sport nazionale" e che Voi Ministri sicuramente siete dei fuoriclasse in questo!
Da un lato, abbiamo la conciliante Ministro Gelmini, che dice di volere ridare dignità alla scuola, dall'altro, i tagli e Voi, con le Vostre esternazioni ormai quotidiane (non si capisce se per sondare fin dove potete arrivare con la compiacenza degli italiani o prepararci al peggio)!
Certo è vero, come afferma l'onorevole Fini, che ancora una volta dà l’impressione di vestire i panni del “semaforo”: noi non dovremmo arrogarci il diritto di parlare, essendo semplici impiegati statali, nè tanto meno divulgare le nostre idee.
Considerando, però che, grazie alle manovre di tutti i governi che si sono alternati, siamo e, probabilmente, continueremo ad essere disoccupati, pensiamo di potere spendere una parola sulla scuola.
Voi, infatti, vi siete passati negli anni il testimone/scettro: noi siamo rimasti, da settembre a giugno, a scuola a garantire l'istruzione dei ragazzi (non perchè GLI INSEGNANTI HANNO 3 MESI DI FERIE, ma perchè per lo più disoccupati in questo periodo) .
Permetteteci allora di dire la nostra AUTOREVOLE parola, di persone che la scuola la vivono e la costruiscono da anni e, soprattutto, la conoscono (non perchè vi hanno accompagnato i figli o l’hanno frequentata 30 anni prima).
Oggi sembra, infatti, che tutti siano diventati pedagogisti: tutti sanno cosa è meglio per i ragazzi, cosa vogliono, perchè non riescono, e hanno la ricetta per la scuola perfetta!
Anche chi fallisce come semplice genitore, o che magari non è mai stato neanche quello, parla e straparla di scuola, spesso con l' unico intento di batter cassa.
Bene, oggi vorremmo rispondere a tutti questi novelli Dewey, Decroly o Bruner “dei proveri”!
O forse è meglio paragonarli a Maria Montessori, così almeno siamo sicuri che la conoscono (perchè l’hanno vista nelle mille lire o in una fiction recente)!
Questi sono gli attacchi più ricorrenti inferti agli insegnanti della scuola pubblica : fannulloni, ignoranti, vecchi, impreparati.
Il tutto avallato dagli articoli terroristici della stampa: "taglia la lingua", "mostra il perizoma", "fa scrivere sono un cret..o!".
Stranamente SEMPRE E SOLO NELLA SCUOLA PUBBLICA!
Che paradiso che è la strafinanziata scuola privata (ricordiamo sempre che finanziare la scuola privata è incostituzionale per l'art.33)!
Peccato che quando ci lavoravamo, non ce ne siamo mai accorti!!
Allora viene invocata una scuola di qualità, dove il MERITO rappresenta l’elemento fondante: l'Europa ce la chiede!
Potrebbe essere un discorso sensato se la scuola di qualità non l’avessimo già e non la voleste “snaturare”.
Nello specifico parliamo della scuola primaria (dalle indagini ocse).
Tagliamo pure lì: facciamo fare a uno bene ciò che tre potrebbero fare meglio.
Costa troppo (come tutto ciò che vale!), TAGLIAMO!
La Vostra "innovativa" idea per risolvere il problema è "tornare al maestro unico".
Ovviamente, i non addetti ai lavori, tra cui Voi, o i fruitori passivi dei mass media, pensano: perchè no!!
Un bel risparmio per lo stato!
Io ho avuto l'insegnante unico e sono cresciuto benissimo (praticamente si stava meglio quando si stava peggio!).
Chi pensa così si crede perfetto e si auspica una generazione tutta uguale a lui, CHE PRESUNZIONE!
Fortunatamente tra questi c'è chi ricorda: la mia "maestra/o", mi ha rovinato la vita, se avessi avuto un maestro diverso oggi sarei una persona migliore!
Bene, questo è solo uno dei motivi per cui NON SI PUO' TORNARE AL MAESTRO UNICO.
Sempre per i non addetti ai lavori, tra cui Voi, spiego alcune delle ragioni per cui il 5/06/1990 viene emanata la legge 148 per la Riforma della scuola.
Contrariamente a come succede oggi, che si amministra lo stato come una partita a sudoku, questa legge non nasce piovuta dal cielo, o per ragioni di tipo economico.
Tutto nasce dal rapporto Fuare dell'UNESCO del '72 (guarda caso a ridosso dell’odiatissimo ’68) , nel quale viene messo in discussione il nuovo analfabetismo che già trent'anni fa si identificava nel solo “leggere scrivere e fare di conto”.
Il tutto nella prospettiva di un’educazione in itinere autonoma e permanente.
Decade la semplice nozione, in virtù di chiavi di lettura consapevoli che permettono al ragazzo di diventare, da fruitore passivo, costruttore del proprio sapere (CHE IDEE BISLACCHE E SOVVERSIVE!).
Si riconosce cioè che la società è cambiata, è divenuta "complessa" (non sto qui a spiegarVi il paradigma pedagogico della complessità, dato che chi pensa di parlare di scuola sicuramente lo conoscerà) e i cittadini del domani hanno bisogno di un'alfababetizzazione che sia "culturale".
Ciò ispira programmi della scuola, allora elementare, del 1985, e le norme che seguono, come l’introduzione dell’insegnante specialista per l’insegnamento della lingua straniera(DM 28/06/1991).
Nel frattempo, nuove norme avevano già insidiato il maestro tuttologo, legge 820/71 (tempo pieno) che fa entrare nelle classi nuove figure e nuovi “saperi”, gestione partecipata e democratica della scuola tramite i decreti delegati 1977, legge 270/82 (sull’insegnamento della religione).
INSOMMA, SI CAPISCE CHE IL LAVORO DI SQUADRA FUNZIONA MEGLIO, DECADE L'INSEGNANTE TUTTOLOGO (sarà veramente onniscente? Forse per la cultura di allora sì!)!
La riforma della scuola del 1990, nasce da queste premesse.
E, contrariamente a quello che succede oggi, non è pensata e piovuta dall’alto; nasce attraverso due anni di sperimentazione, della scuola militante (C.M 288/87, e 143/88).
Oggi a quanto pare la società si è “semplificata” di botto!
L’idea di offrire una cultura nozionistica non è tanto malvagia, il fruitore passivo non è poi così male (TV DOCET), leggere scrivere e far di conto tutto sommato basta, la gestione democratica e partecipata della scuola può essere tranquillamente sostituita con “consigli di amministrazione” (il solo termine accostato all’educazione dei nostri figli dà i brividi), e la lingua straniera non importa che la insegni chi veramente la conosce.
Queste sole possono essere le premesse dell’educazione di rousseauniana memoria (sempre dei poveri) che proponete oggi: ritorno ai primordi, il “buon selvaggio” per intenderci.
Basta che sia ben vestito nel suo grembiule griffato!
Bene: è questa è la scuola che volete? NOI NO!
Non rimangono che due opzioni: o ESPATRIARE o lottare affinchè i nostri figli abbiano di più (o magari anche solo quello che hanno avuto i fratelli più grandi!).
E’ impensabile, infatti, che facciamo qualunque cosa per comprare l’ultimo videogiochi uscito in commercio (che sia adatto o no non ha importanza, basta che NOSTRO figlio lo abbia!), o ci battiamo con le unghie e con i denti affinchè nessuno metta lingua sull’educazione dei nostri figli, e poi accettiamo passivamente tutto questo!
Una scuola “made in Cina” (nessun riferimento alle polemiche di Pechino, ma utilizzato come sinonimo di economico e scadente).
Bene signori, noi come genitori e insegnanti, che grazie al vostro perbenismo di facciata saremo prossimi disoccupati, non ci stiamo.
Lotteremo affinchè i veri eroi del nostro tempo, chi ha lottato per la libertà d’insegnamento, per la libertà di espessione, per la tutela del lavoratore, per un’educazione attiva, e perchè l’Italia fosse UNA, non muoia per la seconda volta per mano di politici TUTTOLOGI!

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